Un ragazzo è quasi niente, di L. Balavoine
Un ragazzo è quasi niente è un romanzo sperimentale (lo capirete non appena lo aprirete) che scivola via nello spazio di un respiro. Inizia e finisce senza che quasi tu te ne accorga, ma lascia un segno profondo. Non è tanto la storia in sé, quanto il personaggio: Romeo ti entra dentro, e graffia, delicato e fragile come sembra, graffia con una forza dirompente. Chi è Romeo non è facile a dirsi. È un ragazzo, ma cosa significa essere un ragazzo? Per lui non significa quasi niente, perché lui non si sente quasi niente. Si sente diverso, ma proprio da tutti, e non ha una categoria in cui identificarsi. Quello che sa, con lucida certezza, è di non appartenere a nessun gruppo, proprio a nessuno. Un giorno nella sua vita arriva Justine: bella, simpatica, travolgente, divertente, popolare, Justine rappresenta tutto ciò che lui non è e non potrà mai essere, eppure in qualche modo tra loro c'è un'affinità, qualcosa che li lega. Così la storia di Romeo diventa la storia di R...