Quando arrivano i cani, di J. Schiefauer


Quando arrivano i cani non è un romanzo per tutti, non lo è davvero.
Ti si insinua dentro con una certa delicatezza: due fratelli che si vogliono bene, nonostante le difficoltà del rapporto, una famiglia moderna e solida, dalle abitudini parecchio libere, sì, ma legata, forte. Una storia d'amore, il primo amore, quello che ti divora lo stomaco e ti mangia il cuore. 
E poi un'altra storia, lì, sullo sfondo, e tu lo sai bene che lui è cattivo, che non è quello giusto, che gli porterà solo un sacco di guai, ma ugualmente ci speri, ci credi, perché l'amore in fondo può redimere anche l'anima più oscura.

Ecco perché Quando arrivano i cani non è un romanzo per tutti. 
Perché è di quelli che prima ti danno speranza, e poi te la uccidono, e non importa se i protagonisti sono solo ragazzi bisognosi di amore e di vita. Non c'è lieto fine, per loro, se non distante, lontano, incontro a quell'unico raggio di sole che però arriva solo per pochi privilegiati. Per gli altri rimane poco, rimangono i cani con il loro affetto fedele e sincero, senza condizioni.

In mezzo a tutto il dolore e a tutta la disperazione, Quando arrivano i cani è soprattutto questo: una storia sull'amore che c'è dentro e fuori di noi, di qualunque tipo esso sia.

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