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Visualizzazione dei post da settembre, 2023

Il donatore, di L. Lowry

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Leggendo il terzo capitolo ( Il messaggero ) di questa quadrilogia mi sono accorta di non aver recensito i primi due libri, quindi rimedio e torno un pochino indietro nel tempo, a queste due letture. Come dirò anche per il secondo capitolo ( La rivincita ) potrei non essere precisissima, perché il ricordo di certi dettagli è sicuramente un po' sbiadito. Le cose più importanti - la sostanza - sono però certamente rimasti, e dunque eccoci qui. Cominciamo col dire che si tratta di una quadrilogia distopica, e dei tre libri letti finora (il quarto e ultimo ancora mi manca) questo primo è certamente quello che più corrisponde alla definizione di distopico. Il donatore tratteggia infatti un futuro apparentemente perfetto, con una società equa e giusta nella quale i bisogni di tutti vengono soddisfatti, e che tuttavia, per raggiungere tale stato, ha dovuto rinunciare alle pulsioni emotive, altrimenti detto, all'amore spontaneo e irrazionale. Jonas, il protagonista dagli oc...

La rinvicita, di Lois Lowry

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Piccola premessa: recensisco questo libro diverso tempo dopo averlo letto (non so come mai non lo avessi fatto allora), e potrei non essere precisissima. Il buono è che parlerò di quello che mi è rimasto e che si è sedimentato nel profondo, e quindi essenzialmente le cose importanti. Comincio col dire che non ho capito il titolo in italiano: la rivincita. Meglio in inglese: Gathering Blue , traducibile come "raccogliere il blu". La rivincita a mio avviso non ci incastra molto, mentre il colore blu domina tutta la storia (e si parla di raccoglierlo perché viene estratto dalla pianta), ma andiamo oltre. È il secondo libro della quadrilogia cominciata con The giver , rispetto al primo però cambiamo completamente scenario. Di Jonas e della società distopica da cui è fuggito non sappiamo più nulla, qui ci troviamo in un villaggio decisamente primitivo, più postapocalittico che distopico - zero tecnologia, poca organizzazione, gente che muore che fame - dove chi ha un...

Tariq, di A. Keller

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Tariq si comporta da pazzo. Tariq non studia. Tariq spreca tutto il suo tempo. Nel suo futuro non c'è luce, non c'è felicità e soprattutto non c'è speranza. Eppure l'anno prima, per qualche ragione, Tariq si è iscritto al liceo. C'è stato un breve, fugace momento in cui sembrava che le cose potessero andare bene, poi, naturalmente, tutto è precipitato. Tariq  - il romanzo, non il personaggio - racconta in un'ottantina di pagine una storia durissima, senza sconti e senza nessuna retorica. Una storia in magari tutti ci provano, ma nessuno ci riesce davvero, una storia realistica e credibile come poche altre che mi è capitato di leggere. Tariq - questa volta il personaggio - non è un eroe e non è un criminale, non è buono né cattivo, è un ragazzo complesso come la sua vita, uno che fa tanti errori e che qualche volta infila qualcosa di buono. Bellissimo il personaggio della sorella, vera forza della famiglia, donna che parla e trascina e in un mondo di ...