La rinvicita, di Lois Lowry
Piccola premessa: recensisco questo libro diverso tempo dopo averlo letto (non so come mai non lo avessi fatto allora), e potrei non essere precisissima. Il buono è che parlerò di quello che mi è rimasto e che si è sedimentato nel profondo, e quindi essenzialmente le cose importanti.
Comincio col dire che non ho capito il titolo in italiano: la rivincita. Meglio in inglese: Gathering Blue, traducibile come "raccogliere il blu".
La rivincita a mio avviso non ci incastra molto, mentre il colore blu domina tutta la storia (e si parla di raccoglierlo perché viene estratto dalla pianta), ma andiamo oltre.
È il secondo libro della quadrilogia cominciata con The giver, rispetto al primo però cambiamo completamente scenario. Di Jonas e della società distopica da cui è fuggito non sappiamo più nulla, qui ci troviamo in un villaggio decisamente primitivo, più postapocalittico che distopico - zero tecnologia, poca organizzazione, gente che muore che fame - dove chi ha un'imperfezione fisica viene perseguitato e ucciso, perché non è utile alla comunità e non può assolvere bene i suoi compiti. Tutto il contrario del mondo di Jonas, in pratica, tanto che per un attimo mi viene pure il sospetto che questa sia la degenerazione di quell'apparente perfezione sfuggita al controllo (ma non credo sia così, in effetti).
La protagonista, naturalmente, è zoppa e sfugge a questo destino per miracolo.
Come già nel primo libro, infatti, anche in questo mondo razionale e animalesco sbuca un po' di magia, e così si scopre che Kira, la ragazza zoppa, ha un dono che forse, proprio come quello di Jonas, potrà aiutarla a squarciare il velo delle bugie e a scoprire la verità dietro alle menzogne di chi governa, tema quest'ultimo che mi pare sia un po' il vero fil rouge di tutta la saga.
In definitiva, non è tra le migliori distopie che ho letto, ma è comunque godibile. Lowry corre un po' troppo su alcuni aspetti, e si dilunga eccessivamente su altri, dando vita anche qui a una trama un pochino troppo razionale, che non è riuscita davvero a toccarmi a fondo le corde dell'emotività. La storia e il mondo sono comunque ben costruiti e si legge in fretta, quindi vale comunque la pena proseguire con la quadrilogia. Inoltre c'è quel mistero che rende la lettura accattivante e avvincente, quindi buttatevi e provatelo.
Commenti
Posta un commento