Tariq, di A. Keller


Tariq si comporta da pazzo.
Tariq non studia.
Tariq spreca tutto il suo tempo.
Nel suo futuro non c'è luce, non c'è felicità e soprattutto non c'è speranza.
Eppure l'anno prima, per qualche ragione, Tariq si è iscritto al liceo. C'è stato un breve, fugace momento in cui sembrava che le cose potessero andare bene, poi, naturalmente, tutto è precipitato.

Tariq - il romanzo, non il personaggio - racconta in un'ottantina di pagine una storia durissima, senza sconti e senza nessuna retorica. Una storia in magari tutti ci provano, ma nessuno ci riesce davvero, una storia realistica e credibile come poche altre che mi è capitato di leggere.
Tariq - questa volta il personaggio - non è un eroe e non è un criminale, non è buono né cattivo, è un ragazzo complesso come la sua vita, uno che fa tanti errori e che qualche volta infila qualcosa di buono.
Bellissimo il personaggio della sorella, vera forza della famiglia, donna che parla e trascina e in un mondo di donne-rocce-silenziose, dolce e toccante quello appena accennato del padre di Jasmine, con gli occhi che alla fine brillano d'amore.

La storia si snoda velocissima, senza che succeda davvero qualcosa, ma tenendoti incollata alla lettura. Le ultime pagine ti lasciano lì, con tante domande e un po' di speranza, a chiederti quale futuro la vita riserverà a questi ragazzi già troppo provati dalla vita.

Da leggere assolutamente.



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