Il donatore, di L. Lowry


Leggendo il terzo capitolo (Il messaggero) di questa quadrilogia mi sono accorta di non aver recensito i primi due libri, quindi rimedio e torno un pochino indietro nel tempo, a queste due letture. Come dirò anche per il secondo capitolo (La rivincita) potrei non essere precisissima, perché il ricordo di certi dettagli è sicuramente un po' sbiadito. Le cose più importanti - la sostanza - sono però certamente rimasti, e dunque eccoci qui.

Cominciamo col dire che si tratta di una quadrilogia distopica, e dei tre libri letti finora (il quarto e ultimo ancora mi manca) questo primo è certamente quello che più corrisponde alla definizione di distopico. Il donatore tratteggia infatti un futuro apparentemente perfetto, con una società equa e giusta nella quale i bisogni di tutti vengono soddisfatti, e che tuttavia, per raggiungere tale stato, ha dovuto rinunciare alle pulsioni emotive, altrimenti detto, all'amore spontaneo e irrazionale.

Jonas, il protagonista dagli occhi azzurri, scopre tutto questo quando diventa l'accoglitore di memorie, il custode del passato, con tutto il suo dolore, le sue paure, le sue imperfezioni. Ma da ciò coglie una lezione imprevista, vale a dire che ciò a cui la sua gente ha dovuto rinunciare è in realtà più di quanto non abbia ottenuto.

Il messaggio è chiarissimo e attuale: l'emozione è il cuore e il senso del nostro vivere. Legato a questo c'è un riflessione sul passato, come strumento indispensabile per la comprensione del presente.

La trama è ben costruita, ma devo dire la verità, Jonas non è un protagonista che abbia lasciato dentro di me un segno indelebile. Mi è sembrato un po' troppo, a dire il vero: troppo predestinato, soprattutto, ma può darsi che sia appunto la sensazione rimasta dopo un po'. Mi saprete dire voi cosa ne pensate. 

La storia comunque è più che piacevole, ed è probabilmente destinata a diventare un classico del genere, quindi vale assolutamente la pena leggerla.

Commenti

Post popolari in questo blog

Continua a camminare, di G. Clima

Cronache della Folgoluce - Il ritmo della guerra, di B. Sanderson

Un'estate col fazzoletto da pionieri, di E. Malisova, K. Silvanova