Continua a camminare, di G. Clima


Ho letto questo libro al mare, in spiaggia, e ho avuto sin da subito due reazioni contrastanti. La prima è stata quella di guardarmi intorno, di soffermarmi più del solito sulla bellezza che mi circondava: il suono dolce e rassicurante del mare, la brezza leggera del vento che mi faceva respirare, i colori della libertà che mi hanno fatto riflettere su quanto sono fortunata a poter vivere una vita senza la paura della guerra nel mio Paese. La seconda reazione è stata quella di sentire il bisogno immediato di alzarmi, di “continuare a camminare”: un senso di turbamento che non mi faceva stare ferma, come i protagonisti delle due storie di questo libro, anche se per ragioni diverse. La mia ragione è che se anche nelle nostre mani non c’è il potere di cambiare il mondo, abbiamo comunque la grande fortuna di “muoverci”, di dare un senso alla nostra vita e in qualche modo contribuire affinché sia migliore quella degli altri. Come farlo? Anche solo leggendo, imparando, scolpendo nella nostra memoria le storie del mondo e diffondendo la voce di chi ha più bisogno (e scoprirete la forza della lettura e e della conoscenza proprio tra queste pagine). Le ragioni dei protagonisti le troverete leggendo queste due storie intrecciate, drammatiche ma comunque straordinariamente delicate, piene di amore e speranza. 
Un altro motivo per cui consiglio questo libro è che ogni capitolo si apre con testi tratti da poeti siriani contemporanei che, seppur in mezzo a tanto dolore, ci regalano parole di grande profondità e bellezza e, perché no, potrebbero farci venire voglia di indagare più a fondo una cultura che da troppo tempo sta sprofondando sotto le macerie. 
“Ti troverai davanti 
passaggi lunghi e stretti
e nel budello più angusto
giace la verità.
Stai attenta
e non dimenticare
che lì ci vai per urlare,
per rifiutare,
per non piegarti.”
Sanità Saleh

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