Quello che è tuo è mio, di L. Mattia
La storia comincia con un preludio tragico: due amici che si sono separati e che si ritrovano dalle parti diverse di una barricata, poi, onestamente, scappa un po' di mano.
Si torna indietro e si racconta la storia di quell'amicizia, potentissima all'inizio, e poi resa fragile dalla cosa più banale, l'arrivo di una ragazza di cui entrambi gli amici si innamorano, che rompe gli equilibri.
Siamo nel cliché, ma la storia continua a funzionare. Il ritmo diventa incalzante, irrompe l'elemento distopico: chi detiene il potere schiaccia chi non lo ha, c'è la separazione e comincia la guerra.
L'amicizia si perde. È realistico, in mezzo a tutto quel dolore, ma non me lo aspettavo.
Ritorno dopo, certamente, ma senza quella forza che mi sarebbe piaciuta e il finale è quasi scontato.
Vale la pena leggere questo libro? Sì. Se leggessimo solo capolavori, non ci rimarrebbe molto tra le mani. È scritto bene, con originalità e cura, ha carattere. Ha un messaggio forte, che un grandissimo della canzone italiana di un po' di anni fa avrebbe riassunto così: non ci sono poteri buoni.
Ci sono descrizioni suggestive e che rimangono dentro: come la coda degli uomini con la testa china, rassegnati al lavoro.
E scorre via, velocemente, la trama da metà in poi si fa incalzante.
Quindi sì, vale la pena leggerlo. Senza aspettarsi un finale di quelli che lasciano il segno.
#distopia #potere #amicizia #amore
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