Fuori dal branco, di S. Magnoli


È difficile decidere se stare dentro o fuori dal branco, ed è ancora più difficile se sei Elia, lo Sfigo.
Dal branco del Cobra, poi, è impossibile uscirne bene, anche volendo, ed è così che Elia si ritrova, a causa di una prova di iniziazione, coinvolto il una serie di eventi tragici, che non gli lasciando scampo e che lo fanno precipitare in un baratro di paure, sensi di colpa, rabbia e recriminazione.
C'è Elia lo Sfigo, dunque. E c'è il Cobra, che colpisce e morde come un serpente. C'è Futura, che ha il nome di una canzone e ne porta addosso la bellezza. C'è un padre troppo preso dal suo lavoro di giornalista e un professore scavato da un terribile senso di colpa.
E c'è, soprattutto, la domanda delle domande: sappiamo scegliere o lasciamo che la vita scelga per noi?

Fuori dal branco è un bel libro, che alterna vari punti di vista. Su alcuni personaggi non avrebbe guastato un po' di approfondimento in più: il Cobra, per esempio, è cattivo senza possibilità di appello o di comprensione, e Lucrezia, la sua ragazza, viene buttata lì senza lasciarne capire quasi nulla. Le dinamiche però sono descritte bene e la storia corre via veloce.
Una volta tanto, è l'adolescenza ad essere tratteggiata nelle sue tinte più fosche, mentre gli adulti, con tutti i loro limiti, ci fanno complessivamente una bella figura perché, pur sbagliando molto, sanno rimettersi in gioco per rimediare agli errori.

Nella storia c'è un po' di giallo, qualcosa che non viene detto e va scoperto, qualche piccolo colpo di scena. Amicizia no, di quella non ce n'è e la cosa sorprendente abbastanza. Amore sì, ma non eccessivamente invasivo, quindi va bene anche per me.
Da leggere tutto d'un fiato, per ricordarsi quello che non si deve fare.

#adolescenza #amore #violenza #gruppo #rapporti con i genitori

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