Barriera, di M. Castagna e M. Magnone
Che strano libro che è Barriera! Un libro che ha i denti e che sa mordere, parafrasando la frase di Stephen King che i due autori citano nella postfazione.
Ci sono stati momenti, nella lettura, in cui ho faticato a mettere a fuoco che si trattasse dell'Italia, e la storia mi è sembrata ambientata in un mondo quasi altro, vagamente distopico, un po' distorto.
E invece questa storia dipinge come un quadro il mondo feroce che abbiamo poco oltre la finestra di casa e che ci rifiutiamo persino di immaginare.
È un romanzo per ragazzi, sì, ma per ragazzi che hanno lo stomaco abbastanza forte, seppure trasuda, in fondo, ancora un po' della magia di chi ci crede, di chi non perde la speranza, di chi ha, nonostante tutto, fiducia nell'umanità in generale e nei ragazzi e nei giovani in particolare.
È la storia di Yasin e Malik, due fratelli che vivono in barriera, ciascuno con la sua storia, il suo dramma e le sue relazioni.
Ci sono di mezzo criminali di ogni tipo: nigeriani, albanesi, calabresi, algerini e chi più ne ha più ne metta. Yasin e Malik sono diversi, ma vivono dentro alla stessa gabbia: la gabbia sociale di un mondo in cui il pregiudizio non perdona, e muori dove nasci, senza alcuna possibilità di cambiare le cose. Intorno a loro si muovono amici e fidanzate, relazioni appena accennate di cui avrei voluto sapere di più, che il romanzo non fa in tempo a sviluppare davvero.
La storia si snoda lungo due linee temporali diverse, e sviluppa così da un certo punto in avanti un elemento di suspance, un po' da giallo e un po' da thriller, che tuttavia non mette mai in secondo piano la storia dei due fratelli e della loro famiglia.
Un bel libro, per tutti quelli che hanno voglia di scoprire la vita dietro alle finestre dei nostri privilegi.
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