Lettere dall'universo, di E. Entrada Kelly


Virgil, Valencia e Kaori sono tre ragazzi che potrebbero comunemente essere definiti "strani".
E sono soli, ciascuno per le sue ragioni non hanno amici, e non riescono a legare con la gente "normale".
Forse è per questa ragione che l'universo li mette in comunicazione tra loro.

La prima cosa da dire su questo romanzo è che ha il grande merito di fare perdere senso alle parole "strano" e "normale".
Se vi capita di sentirvi soli, diversi, esclusi, beh, questa è la storia che fa per voi: ci troverete dentro un sacco di speranza.
La seconda cosa è che è un romanzo che si fa divorare: una storia avvincente che scorrerà via rapidissima, tenendovi con il fiato sospeso fino all'ultimo perché anche se una parte di voi saprà, sarà certa, che dovrà esserci il lieto fine, tintinnerà un piccolo campanello d'allarme che vi farà rimanere sull'attenti. 

Valencia e Kaori sono due splendidi personaggi femminili, originali, liberi da stereotipi e cliché, e hanno davvero qualcosa da dire. 
Le tematiche affrontate spaziano dal bullismo alla disabilità, ma il libro affronta soprattutto la costruzione dell'identità personale, la difficoltà di crescere, la paura della solitudine, e lo fa in una maniera delicata, tra la durezza della vita reale e la magia di mostri e personaggi incantati.

Da leggere in qualunque momento e a qualunque età, per riscoprire tra la razionalità della vita quotidiana le connessioni meravigliose dell'universo.


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