Nighrunner. La fortuna nell'ombra, di L. Flewelling


Piccola premessa.
Nighrunner è un fantasy classico e godibilissimo uscito alla fine degli anni '90, e rimasto introvabile per un po'. La nuova edizione lo riporta agli onori della cronaca tra i lettori del genere e probabilmente non si sente il bisogno di una nuova recensione.
Perché farne un'altra, quindi?
Essenzialmente perché questo blog ha un taglio particolare, perché si rivolge a un pubblico non particolarmente avvezzo a letture di questo genere, perché è vero che il fantasy circola negli anni della scuola media, ma è un fantasy differente: quello delle scuole di magia di Harrypotter&co e quello ricco di romance, che piace soprattutto alle lettrici. Qui invece parliamo di una storia abbastanza classica: protagonisti eccezionalmente dotati e schierati con forza dalla parte del bene, intrighi politici di sottofondo, trama tipica del gioco di ruolo con descrizioni accurate, pericoli in ogni angolo, la falce della nera signora che sfiora mille volte i personaggi senza arrivare mai, misteri e irrisolti come se piovesse.
Allora, per tornare alla domanda di prima, il senso di questa recensione è proprio quello di invitare il mio giovane pubblico (dai 14 anni in poi la storia si presta tranquillamente, anche prima per lettori maturi che non si spaventano davanti ai volumoni) a una lettura un po' diversa, fuori dalla confort zone abituale, che potrebbe però riservargli gradite sorprese.
Perché leggerlo? Perché in un'epoca in cui tutto è liquido e inconsistente la solida morale di questi personaggi fa bene allo spirito, perché (anche se ho letto solo il primo libro) alla fine ci si aspetta che vinca il bene e perché consente un bel viaggio in un universo fantastico in cui tutto è possibile e nel quale Seregil e Alec, i nostri protagonisti vi faranno innamorare senza se e senza ma.
Dite che della storia non ho detto nulla?
Vabbè, ma è la storia di tutte le storie. 
C'è un cattivo cattivissimo che non si sa chi sia, una magia oscura e terribile che grava sul mondo, due fazioni politiche (una buona e giusta e una razzista ed ingiusta) e questi due ragazzi - spie, bardi, ladri, guerrieri - che al servizio di un mago centenario e fortissimo cercano di salvare il mondo.
La bellezza del fantasy classico è proprio questa: creare mondi senza confini, ma proporre precisi confini etici e morali.

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