I fidanzati dell'inverno. L'attraversaspecchi, vol. 1, di C. Dabos

Volevo leggere questa saga da parecchio tempo, attirata dalla copertina e dal titolo accattivante della serie - l'attraversaspecchi - che proneva una magia insolita. C'era però qualcosa che non mi convinceva e mi faceva rimandare, la trama che rimandava a due promessi sposi e il titolo del volume: i fidanzati dell'inverno.
Per farla breve, c'era nell'aria troppo romance per i miei gusti.
Alla fine ho ceduto e mi sono arrischiata.
A dire la verità, I fidanzati dell'inverno è un piccolo capolavoro fantasy.

In un mondo in cui l'umanità vive in arche raggiungibili tra loro solo grazie a dirigibili, ciascuna governata da un immortale spirito di famiglia che ha trasmesso alla propria gente poteri differenti, una giovane animista di nome Ofelia è costretta a sposare Thorn, un abitante del Polo.
Al di là dei loro poteri - uno di quelli di Ofelia è il potersi muovere attraverso gli specchi - i due promessi sposi non potrebbero apparentemente essere più diversi: tanto Ofelia è piccola, educata, ponderata e tranquilla, quanto Thorn è alto, rude, scorbutico. Nessuno dei due sembra incline a sposarsi, ma Ofelia non può sottrarsi al destino deciso per lei e nel mondo decisamente inospitale del Polo è costretta a lottare per cercare di mantenere la propria identità e la propria indipendenza.

Questa è, molto in breve, la trama della storia, ma devo dire che raccontarla non rende affatto giustizia alla bellezza di questo libro, né allo straordinario personaggio di Ofelia.
Per scoprirla, e amarla, bisogna conoscerla e, proprio come è nella sua natura, Ofelia rivela la sua forza poco a poco, lasciandosi scoprire una riga alla volta.
È un personaggio antico e moderno nello stesso tempo, e nella sua estrema semplicità, senza compiacimento, eccesso o autocelebrazione, è un inno all'emancipazione femminile.
Thorn, visto in parte con gli occhi di lei e in parte con quelli un po' meno ingenui del lettore, è controverso e tenero nello stesso tempo, diverso da tutti gli altri, glaciale eppure capace di mettere in moto un lento meccanismo di affetto.
In questo primo volume di romance non ce n'è nemmeno un po', e nonostante o forse proprio per questo mi sono incredibilmente trovata a fare il tifo per questa assurda storia d'amore, cosa che non mi succede davvero mai.

Le atmosfere del Polo e i personaggi secondari che vi si muovono dentro, poi, mi hanno fatto innamorare: Archibald per primo.
L'ambasciatore che, come si autodefinisce, è l'incarnazione del caos, è probabilmente il personaggio più enigmatico e misterioso dell'intera storia, ancora incomprensibile alla fine del primo romanzo e unico, possibile rivale di Thorn, se non nel cuore irreprensibile di Ofelia almeno in quello del lettore.
Ma anche Berenilde, Gaela, madre Ildegarda e tutti gli altri, ciascuno a suo modo, godono di una caratterizzazione tridimensionale e profonda. 

Al quadro generale contribuisce lo sviluppo assolutamente originale della magia: oggetti animati, miraggi, illusioni, artigli invisibili, uomini collegati da pensieri unisoni, nel romanzo c'è un po' di tutto, intrecciato in modo sublime.

Appena finito, ho già cominciato il seguito.

Consigliato a chi ama il fantasy, le storie d'amore, i personaggi femminili forti, gli intrighi, i misteri, la magia... insomma, un po' a tutti.

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