Noi, i cattivi, di A. Foody e C.L. Herman
Prima di cominciare una doverosa precisazione. Non ho letto il libro, l'ho ascoltato (ascolto soprattutto quando vado a correre, e poi mentre guido). Il che, naturalmente, fa una certa differenza, primo perché non tutti i romanzi si prestano allo stesso modo a un ascolto di questo tipo, secondo perché l'interpretazione che ne dà la lettrice (Ester Parrulli) è fondamentale per la valutazione. Qui la lettura è davvero efficace.
Ciò detto, addentriamoci nella storia. Noi, i cattivi mi è piaciuto tantissimo. È uno di quei romanzi adolescenziali che si sforza di essere young adult mettendo in scena violenza e morte, ma mantiene comunque un po' di quell' ingenuità naif che contraddistingue le fiabe (il solo testo in cui non valga il patto narrativo).
I protagonisti sono 4 dei 7 campioni che affrontano il torneo di Hilvernat, una specie di Hunger Games magico in cui per 3 mesi questi giovani maghi si devono sfidare a colpi di maledizioni e uccidersi l'un l'altro fino a quando non ne resterà in vita solo uno. Il vincitore garantirà alla propria famiglia l'uso dell'altra magia per vent'anni.
Al torneo non ci si può sottrarre, se lo si fa qualcuno muore, se si partecipa senza uccidere, si muore, se si partecipa e non si combatte, si muore.
Ogni famiglia ha le proprie regole e i propri codici, ma di base tutte vogliono l'alta magia.
Questa è la situazione generale, che naturalmente i nostri protagonisti sono destinati a cambiare.
La storia è avvincente, piena di colpi di scena, di cambi di prospettiva, di scoperte. Chi doveva essere crudele non lo è, chi doveva essere debole diventa forte, chi era morto magari è vivo, i più onorevoli tradiscono, nasce amore dove avrebbe dovuto esserci odio, ma poi l'amore lascia il posto alla rabbia, e così via.
I protagonisti mi hanno incantato e incatenato. Le ragazze, tutte, anche quelle secondarie, sono wow! Personaggi femminili veramente tosti, controversi, sfaccettati, all'altezza di quelli maschili (chi legge le mie recensioni sa che di solito non amo le protagoniste femminili, per varie ragioni).
Quelli maschili sono adorabili, con quella confusione sentimentale tipica dell'adolescenza, insicuri e vulnerabili nonostante l'armatura che indossano.
Il romance c'è, ma sfocia in esiti imprevedibili e quindi è ammesso anche dalle mie regole d'oro.
In conclusione, Noi, i cattivi mi ha sorpreso in più di un senso.
Il primo è che i cattivi veri praticamente non ci sono. Ci sono un sacco di adolescenti che credono di esserlo, o vorrebbero diventarlo, ma non ci riescono, e scommetto tutto che prima della fine nasceranno amicizie sincere, a dispetto di tutto.
Il secondo è che mi ha lasciato addosso un coinvolgimento che mi capita solo con il grim (il fantasy duro e cattivo), o, per un qualche miracolo, con i romanzi di Bardugo.
Da leggere assolutamente per gli amanti del fantasy, delle fiabe, dei teen drama, degli amori tormentati, del distopico, del tutti contro tutti.
Voto: 10 pieno!
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