L'impero del vampiro, di J. Kristoff

Dopo aver recensito L'impero dei dannati mi sono accorta di non aver fatto lo stesso per L'impero del vampiro, primo volume della saga, e mi sono trovata a dover rimediare in fretta.

Chissà perché non ho scritto nulla, al tempo (nemmeno troppo tempo fa).
Forse perché invece che leggerlo lo ho ascoltato? 
O forse perché lo ho trovato inadatto al pubblico giovane per cui di solito scrivo?
Non saprei. Il libro mi era piaciuto, anche se - lo confesso - non quanto il secondo che in qualche modo ha gettato nuova luce anche sul primo.

Cercherò adesso di tornare indietro, fingendo di non aver letto oltre e limitandomi a quello che ho pensato alla conclusione del primo volume. Spero di riuscirci 

La storia è questa.
In un mondo in cui il sole si oscurato per qualche misteriosa ragione (il contrario del pianeta senza notte di Nevernight, dello stesso autore), i vampiri, creature del buio, sono finalmente uscite allo scoperto e hanno dato vita a un regno del terrore e dell'orrore. A tentare (quasi invano) di fermarli c'è l'Ordo Argent, formato essenzialmente dai figli di vampiri e umani, sorta di Dampyr che condividono parte del potere dei loro oscuri progenitori e sono addestrati a dar loro la caccia.

Lo stile è quello che Kristoff aveva già utilizzato nell'altra saga: prendere il mondo che conosciamo, con le sue credenze e le sue superstizioni (o almeno una possibile versione del nostro mondo) e cambiarne qualcosa.
Là l'ispirazione era data dall'Impero romano, qui dalla religione cristiano cattolica, con qualche variazione più o meno degna di nota.
È lei a dominare tutta la storia, a dettare le regole del comportamento e le sue infrazioni, a determinare ciò che i vampiri possono p non possono fare. A quanto pare, volentieri o nolenti, dio esiste e se può non essere clemente e misericordioso come lo immagineremo è comunque il supremo re dell'universo, e lo ricorda di quando in quando.

Gabriel De Leon, il protagonista della storia, è membro dell'Ordo Argent, è naturalmente il più forte e il più terribile tra tutti i suoi membri e nel primo romanzo si costruisce la sua tragica e drammatica storia di morte.
Ciò detto, fin dalle prime pagine lo scopriamo non vincitore indomito, ma prigioniero sconfitto, nelle mani di un marchese vampiro e costretto a concedergli una sorta di intervista che non può non ricordare l'illustre precedente.

Diciamo che Gabriel è un narratore prolifico e piuttosto autoreferenziale, non particolarmente credibile ma con la forte capacità di coinvolgere e affascinare. La sua storia si snoda pagina dopo pagina, personaggio dopo personaggio, con particolari spesso eccessivi ma tiene incollati alle vicende.
Il romance della sua storia d'amore è piuttosto stucchevole, e se ne farebbe anche a meno, ma dà origine a conseguenze interessanti per cui lo si può tollerare - diciamo che, quanto meno, è fortemente funzionale alla trama. 
L'universo dei personaggi spalla è interessante.
Ho amato particolarmente, inutile a dirlo, l'algido Aaron De Coste e tuttora faccio il tifo per lui. I personaggi femminili non sono il massimo, ma hanno comunque un loro perché e Dior Lachance è tutto sommato abbastanza interessante.
I vampiri sono un cliché, ma almeno sono vampiri, e sono abbastanza lontani dalle rivisitazioni gotiche e romantiche tipiche del teendrama: questi ammazzano, cercano sangue e vogliono governare il mondo, un po' come qualunque super cattivo dotato di super poteri. Francois De Chastaine, il carceriere di De Leon, è rimasto piuttosto nell'ombra, ma ho la speranza che possa riservare qualche sorpresa e promette bene.

Finita l'ascolto, ho atteso il seguito con impazienza.

Come ho detto, non è un libro adatto a lettori giovani e impressionabili. Per chi invece che leggere voglia ascoltare, devo dire che l'interpretazione è interessante e vale il tempo che richiede.

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