Stargirl, di J. Spinelli

La “normalità” di una scuola dell’Arizona è sconvolta dall’arrivo di una ragazza che si fa chiamare Stargirl (anche dai suoi stessi genitori) e che rappresenta, in poche parole, tutto quello che gli altri non sono: si veste in modo strano e colorato, ha sempre con sé un topo di compagnia, suona l’ukulele a mensa per festeggiare, ogni giorno, il compleanno di perfetti sconosciuti, ha sempre un sorriso e un pensiero carino per gli altri e, soprattutto, sembra non curarsi affatto delle sue “stranezze”.
All’inizio tutta la scuola crede che lei sia pazza, la maggior parte degli alunni le parla alle spalle e ride di lei. Questo vale anche per il protagonista, Leo Berlock, che inizialmente è spaventato da questa nuova figura impossibile da etichettare, ma piano piano si lascia incuriosire. Forse Stargirl percepisce il suo sentire diverso, o forse è solo una coincidenza, ma alla fine si accorge di Leo e i due cominciano a piacersi, fino ad innamorarsi. Questo rapporto più intimo fa capire al protagonista che Stargirl è molto di più di vestiti colorati: è passione, entusiasmo per la vita, connessione con la natura circostante e apprezzamento delle piccole cose, gentilezza estrema e assenza totale di pregiudizi. Non c’è nessuna mania di protagonismo nel suo modo di essere, ma pura e semplice genuinità, e forse è proprio questo a dare così fastidio a tutti. Difatti all’interno della scuola nessuno riesce a capirla e ben presto tutti si stancano di lei e delle sue manie e iniziano a far finta che non esista. In poco tempo anche Leo subisce lo stesso trattamento, ma a differenza di Stargirl lui non riesce ad ignorare i commenti degli altri. Questo lo porterà a dover scegliere tra “loro” e “lei”, senza saper trovare una soluzione. Il suo tentativo disperato sarà quello di chiedere a Stargirl di diventare un po’ più “normale”, un po’ più uguale agli altri, facendole notare quanto il suo modo di fare sia incompatibile con la società in cui vivono. Lei ci proverà, lo farà per lui, ma senza successo.
E così, alla fine, Stargirl tornerà ad essere Stargirl, a scegliere se stessa fino in fondo, al di sopra di tutto e di tutti. E questa sua decisione farà capire qualcosa di importante anche a Leo, qualcosa che lo cambierà per sempre.
Consiglio questo libro a tutti coloro che temono il giudizio altrui e hanno paura di mostrarsi per quello che sono, a tutti quelli che, quando si guardando dentro, vedono solo “difetti” e non peculiarità di cui essere fieri. Mi immagino Stargirl prendere in mano l’ukulele e suonarlo al centro della mensa scolastica, mentre sorride agli sconosciuti senza curarsi di cosa pensino, senza farsi domande, semplicemente seguendo il suo modo di essere: me la immagino e mi sento incredibilmente libera.

Commenti

Post popolari in questo blog

Continua a camminare, di G. Clima

Cronache della Folgoluce - Il ritmo della guerra, di B. Sanderson

Un'estate col fazzoletto da pionieri, di E. Malisova, K. Silvanova