Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2020

Poesie in 9 giorni

Nota dell'insegnante. Da un suggerimento di Bernard Friot nascono queste poesie che i ragazzi hanno scritto in 9 giorni. Uno spunto al giorno per scrivere, sfare e disfare come Penelope con la sua tela, per pensare e rivedere. Mi hanno sorpreso e meravigliato, come sempre e più che mai. Neve neve neve, un bianco latte  Un bianco candido come i pensieri  Quelli che vanno e vengono  Quelli che ti fanno sorridere  Nero nero nero, come la pece  Giornate buie e liti in famiglia  Pensieri brutti che ti perseguitano  Ti portano giù, in fondo alla tristezza I pensieri non li scegliamo  I pensieri ti cullano durante il giorno  O ti sbattono in faccia il passato  Ma il pensiero e un ricordo che aiuta il futuro. (Samuele) Questa poesia è dedicata a tutti quelli che in questa quarantena sono rimasti chiusi in casa, non avendo un giardino, con discussioni diventate frequenti. Con l’aiuto dei pensieri si sono rincuorati. DI SOLITO IO PARLO IN PROSA D...

Enone a Paride che tradì e abbandonò

Immagine
Dopo aver attraversato la mitologia greca, abbiamo scelto un personaggio tra quelli incontrati e abbiamo immaginato che scrivesse una lettera a qualcuno, come nelle Heroides di Ovidio. Questa è la lettera che Chiara immagina Enone scriverebbe a Paride, che l'ha lasciata e tradita.  O caro mio Paride,  mi convinsi davvero che tu mi amassi,ma invece sbagliai. Tu bellissimo ragazzo dai capelli dorati, occhi con dentro il cielo stellato, tu figlio di Ecuba e Priamo, non mi ami. Preferisci rubare la donna di un altro che fu così gentile e generoso con te, tu Paride infrangesti una regola importante nel nostro mondo, quella dell’ospitalità.  Per colpa tua e del tuo egoismo iniziò la guerra che per dieci lunghi anni durò. Tu hai ucciso Achille, un valoroso guerriero: lui non avrebbe mai fatto come te, forse lui avrebbe ricambiato il favore, forse quel giovane eroe sapeva amare meglio di te, sei soltanto un ragazzo,un ragazzo senza orgoglio.  Dovresti vergognarti...

La poesia delle piccole cose

La poesia degli oggetti, l'amore per le piccole cose. Canzone d’amore                    Bella margherita, riposa, dona sorrisi. Pace, infanzia rosa, tenero abbraccio, petalo su petalo, si compie il destino. luce fioca, voce nella notte, sogno d’estate, il passato negli occhi, caduta libera, preghiera. Poi al mattino, miracolo, silenziosa, una canzone d’amore. (Sara)   L’acchiappasogni Tra le piume  e la stoffa colorata,  si nascondono i sogni di un'intera nottata Tra l'allegra pittura, che brilla di verde accesa e sicura e tra il morbido appeso ad un filo leggero ritrovo ciò che sono  e che ciò che ero Oscilla lieve, come un dolce e soffice  fiocco di neve Scrigno tu racchiudi  bellezze e desideri, pian piano li rendi più veri (Elisa) Il mio cuscino Il mio cuscino  è una nuvola, soffice e bianca, dove la mia paura diventa tranquillità  dove la mia tristezza diventa felicità  dove i miei pensi...

La Divina Commedia, vista da Gloria

Immagine
Uno One Pager per allenare capacità di sintesi, di analisi e di visualizzazione. Gloria racconta la sua Divina Commedia. 

Il vecchio

Tommaso ci offre il suo contributo all'antologia di Spoon River, riflettendo sulla vita di un vecchio, un po' Jones e un po' George Gray. Qui potete trovare il percorso che ha portato alla creazione di questa piccola meraviglia:  Cogli l'attimo che fugge Il vecchio sdraiato  sdraiato sul letto  ripensa alla sua vita: quanto ha lavorato nei campi a spezzarsi la schiena  per chissà quante ore senza pensare all'amore. Il vecchio sdraiato  sdraiato sul letto  si ricorda che da piccolo aveva paura,  non voleva mai morire, voleva essere immortale. Mentre adesso, con i suoi 90 anni morire sembra la cosa più naturale del mondo. Morte, una parola cupa  triste e magari qualche volta anche crudele,  una parola che ti lascia senza fiato, una parola che per il vecchio adesso è arrivata. TOMMASO

Andromaca (poesia per raccontare una storia)

Bellissima questa poesia di Eleonora che intreccia una riflessione sulla donna greca, sull'eroismo e sulla poesia narrativa. L'ansia Andromaca è una donna che non può esprimere i propri pensieri e che ha l'attesa come solo orizzonte possibile. Io, io donna senza libertà d'opinione  quando seppi quello che Ettore doveva fare,  non potei che annuire, annuire e piangere dentro. Era come se andasse incontro alla morte,  con Achille non passava nessuno, così veniva cantato. Io, io donna senza libertà d'opinione,  dalle mura il combattimento guardai  pensando se mai avrei rivisto colui che amo. La risposta me la diedi, quando vidi il suo  corpo a terra, pieno di sangue. Io, io donna senza libertà  d'opinione  Ettore non dimenticai mai. Ma le mie tragedie non finirono qui.  Quando smisi di respirare, finii in un posto, dove vanno i morti. Rividi Ettore, sembrava un sogno no, era la realtà. Io, io donna senza opinione, finalmente felice. Eleonora

"La prima neve" di A. Segre (recensione)

“La prima neve”è un film del 2013 di Andrea Segre ed è di genere drammatico. Gli attori principali sono: Matteo Marchel (Michele), Jean-Christophe Folly (Dani), Anita Caprioli (Elisa), Peter Mitterrutzner (Pietro), Giuseppe Battiston (Fabio), Paolo Pierobon (Gus). Il film è stato girato in Italia, in Trentino Alto Adige; la vicenda si svolge in un piccolo paese di montagna , nell’arco di una settimana.  La trama del film racconta di un uomo, Danì, che fugge dalla Libia e trova rifugio in un villaggio di montagna, poco distante da Pergine, nella Valle dei Mocheni, anche se la sua meta desiderata sembra essere Parigi. La perdita della moglie l'ha reso incapace di condurre una vita normale e di prendersi cura della sua unica figlia, Fatou. Grazie all'aiuto di un bambino, Michele, che soffre ancora per la perdita improvvisa del padre, l'uomo ricomincia a sperare in un futuro migliore. Una delle frasi più significative del film è:"Le cose che hanno lo stesso odore devono st...

Veniamo da qui

Non potendo andare da nessuna parte, riflettiamo ancora sui luoghi da cui veniamo. Vengo da un appartamento Ma non solo, anche dove  Aria pura e erba verde fanno da padroni  Vengo da il dolce sussurro delle onde  Così come dal loro forte impatto contro gli scogli. Vengo dall'amore  Dei miei genitori e dei miei nonni  Dai consigli  Dei miei più cari amici. Vengo dal più piccolo seme  Che fa sbocciare  Il più bello dei fiori  Dalla lacrima fragile di un bambino perso  E dal braccio forte della speranza.  Vengo dall'infinito universo Che è come la mia immaginazione. Vengo da ricordi Che come pezzi di puzzle Compongono la mia anima  Agata Vengo da una galassia dove pianeti girano su altri pianeti vengo da un pianeta chiamato terra. Vengo da un posto dove tutti si vogliono bene e sono felici io vengo da un posto meraviglioso  dove tutti mi vogliono bene… la mia famiglia. Lorenzo